AQUAM SCIENTIAE

La bevanda dei Templari

Anno 1496.

L’Abate Giovanni De’ Medici aveva appena dato uno sguardo alle poche righe scritte sul foglio di pergamena. Quel giovane, zuppo e visibilmente infreddolito, stava diritto dinanzi alla scrivania, con gli occhi bassi e le membra scosse dai tremori.

Era tardi, il vespro era passato da almeno un’ora, il buio e la pioggia battente sulle finestre lo infastidivano.

La lettera dell’Abate Remigio da Novara presentava il giovane Fratel Lisandro, monaco novizio, inviato a Morimondo per completare la sua educazione.

Non si degnò nemmeno di alzare gli occhi, mentre con un cenno del capo lo congedava, affidandolo alle cure di Frate Mansueto da Cassolnovo.

Il padre di Lisandro, il Duca Martesini Visconti, aveva scelto per lui la via monastica: secondogenito, e quindi escluso dalle faccende nobiliari ed ereditarie della famiglia, fu per tutta l’adolescenza trattato pi∙ come un peso che come una benedizione.

A Lisandro poco importava: il suo rifugio erano i libri, patrimonio della conoscenza e fonte di ispirazione per le sue fantasie. Aveva il fuoco sacro della conoscenza che ardeva nel petto, e la prospettiva di poter accedere al vasto scriptorium della grande Abbazia lo eccitava oltremodo.

Non aveva certo idea di ciò  che riposava da due secoli sotto l’abbazia. Non aveva idea di come la sua vita sarebbe cambiata di lì a pochi mesi.

Questa è la storia di Lisandro da Novara, e della scoperta della bevanda Templare della conoscenza.

…seguiteci e scoprirete quando uscirà il libro che stiamo scrivendo….