Questa comunità di monaci benedettini si è insediata nel 1971 in un antico Cascinale Lombardo che poi venne, negli anni, ristrutturato ed ampliato fino a raggiungere lo splendore odierno.

Si trovano precisamente a Buccinasco nel parco Sud Milano.

Da buoni benedettini seguono la regola di San Benedetto ovvero si guadagnano da vivere con il lavoro delle loro mani, seguendo il motto ora et labora, ovvero prega e lavora.

Fin da subito erano dediti all’agricoltura, attraverso le coltivazioni ricavavano il reddito necessario a mantenersi, ma col tempo questo reddito andò via via calando, rischiando di diventare insufficiente, così dovettero introdurre altri elementi che potessero permettergli di provvedere al loro sostentamento.

Nel 2004 vennero vagliate diverse attività e quella più papabile fu la produzione della birra, che fu presa in considerazione dietro suggerimento di un amico ”I microbirrici, ci diceva, erano in crescita e soprattutto mancava in Italia la presenza di un monastero che producesse questa bevanda tipica della tradizione monastica europea”.

Allora la sfida più grande fu quella di confrontarsi con la tradizione delle realtà monastiche che da secoli producevano birra.

Come nani sulle spalle dei giganti(come dicevano i medievali) “impararono ad imparare…”

Vennero svolti diversi esperimenti con risultati soddisfacenti che confermarono la bontà della scelta fatta; così due monaci incaricati della produzione della birra iniziarono un percorso di formazione in tre dei birrifici trappisti più rappresentativi Westvleteren, Achel e Chimay.

Così dal 2008, con l’acquisizione dell’impianto produttivo e con l’esperienza acquisita nel frattempo, nacque il primo birrificio italiano totalmente gestito da monaci.

Il lavoro è svolto totalmente dai monaci: dalla scelta delle materie prime fino all’imbottigliamento e alla vendita.

Il numero volutamente limitato di bottiglie prodotte permette di curare con molta attenzione la qualità e il miglioramento continuo delle varie birre.

Un birrificio che sapientemente produce quattro stili di birre, un amaro aromatico alle erbe ed un ottimo idromele (bevanda fermentata a base di miele).

La lavorazione artigianale, senza nessun processo di filtrazione né di pastorizzazione, garantisce la possibilità di gustare un prodotto vivo, che si evolve e si affina nel tempo.

Nel 2014 la Blond ha ottenuto un apprezzamento particolarmente importante con la medaglia d’argento al prestigioso concorso internazionale BBC (Brussels Beer Challenge), la prima competizione professionale di birre in Belgio.

Questo monastero è diventato negli anni un punto di riferimento per la comunità della zona (e non solo), è talmente cresciuto l’afflusso di persone che alla domenica si recano al monastero, fino al punto di dover spostare la messa domenicale in uno spazio diverso dalla cappelletta, oggi divenuta insufficiente ad accogliere tutti.