Descrizione

5AM un nome che non è stato dato a caso, infatti questa birra è composta da 5 tipi di malti (Mariss Otter, Caramalt, Malto Monaco Crystal e Dark Crystal), da 5 tipi di luppolo (Nelson Sauvin, Amarillo, Simcoe, Cascade, Centennial) ed ha un grado alcolico del 5%.

Una “birra rossa” dalla forte personalità. Il naso è intenso, agrumato e resinoso, con note di malti dolci. Al gusto è piena con un’entrata morbida che lascia poi spazio all’aromaticità più pungente dei luppoli e ad un amaro intenso sul finale di marca Brewdog. Birra con una buona struttura maltata arricchita da un’importante bouquet luppolato.

Da provare con un patè di fegato di pollo, in salsa agrodolce. La combinazione coi luppoli floreali funzionano molto bene e aiutano a rinfrescare il palato.

 

IL BIRRIFICIO

Quando i fondatori del famoso e controverso Birrificio BrewDog necessitavano di un secondo prestito bancario che gli consentisse di ampliare la produzione, la loro tattica era semplice: mentire!

Era il 2008, e l’allora piccolo birrificio di James Watt e Martin Dickie a Fraserburgh, nel nord-est della Scozia, aveva poco più di un anno e stava lottando per sopravvivere.

Vendevano le loro birre artigianali in stile americano dal retro del loro furgone ai mercati degli agricoltori.
“Quando le giornate erano buone vendevamo al massimo un paio di casse ed andavamo sempre in perdita”, afferma James.

Poi hanno deciso di partecipare ad una gara di birra in bottiglia organizzata dal gruppo di supermercati Tesco. BrewDog vinse tutti i premi, dal primo al quarto posto.

“Così siamo andati al quartier generale di Tesco (appena a nord di Londra) dove ci hanno detto che amavano la nostra birra e volevano metterci in 500 negozi, acquistando 2.000 casse alla settimana”, afferma Watt.

“Abbiamo mostrato le nostre migliori facce da poker e dichiarando ‘nessun problema’, eppure eravamo solo due ragazzi che riempivano le bottiglie a mano”.

Con Tesco che voleva le prime consegne tra quattro mesi, andarono dalla loro banca per chiedere altri 150.000 sterline, in modo da poter installare rapidamente una linea di imbottigliamento ed espandere la produzione.

Ma non riuscendo a rispettare i pagamenti sul loro prestito esistente, la banca ha disse di “no”.

Quindi i soci in affari andarono da un altro istituto di credito e mentirono.

James Watt: “Abbiamo detto che la nostra banca ci aveva offerto un accordo straordinario, ma che se loro avessero equiparato l’offerta, avremmo spostato il conto, e così ce ne andammo; alla fine devi fare quello che devi fare”.

Così BrewDog fu in grado di aumentare i suoi impianti di produzione della birra, e si mise nelle condizionidi iniziare a fornire Tesco in tempo con le bottiglie della mitica Punk IPA.

La birra fu un successo immediato, e gli altri supermercati del Regno Unito presto seguirono l’esempio.

Amici d’infanzia cresciuti nella città scozzese di Peterhead, James Watt e Martin Dickie hanno iniziato a preparare birra insieme come hobby.

All’epoca il James lavorava come pescatore, mentre Martin era un distillatore di whisky.
Sono stati ispirati dalle birre artigianali in stile americano ed hanno deciso di lasciare i loro lavori ed iniziare la produzione di birra nel 2007.

“Anche se il primo anno è stato difficile, non abbiamo mai perso fiducia in quello che stavamo facendo”, afferma Watt “Eravamo piegati all’inferno … …eravamo stupidamente ambiziosi”.

Oltre ai sapori audaci, i due soci hanno lavorato anche all’immagine di BrewDog creando un’immagine irreverente, dando alle loro birre nomi divertenti ed etichette colorate e luminose.

L’espansione è stata resa possibile dopo che l’azienda ha raccolto 7 milioni di sterline tramite crowdfunding, con 15.000 persone hanno pagato 95 sterline a testa per avere una partecipazione nella società. In cambio ottenevano sconti nei pub di BrewDog ed altri vantaggi.

Il birrificio ha praticamente decuplicato la sua dimensione negli anni, sino ad oggi. Tratti distintivi di Brewdog sono le birre, tutte molto aromatiche e di ispirazione americana, trasgressività e voglia di oltrepassare i confini della tecnica birraria. Un mix che ha generato alcuni tra i casi birrari europei degli ultimi anni, da Punk ipa, una delle birre alternative più diffuse e richieste in Italia, Tokyo Imperial Stout da 16,5% o Abstrakt, una serie di edizioni uniche da invecchiamento ad alta gradazione.